Attività Formative di Terreno

L’osservazione della Geologia in affioramento è un esperienza formativa che aiuta a massimizzare l’apprendimento dei concetti forniti durante l’attività in aula e rappresenta un momento fondamentale per la formazione della professionalità del geologo. Per questa ragione, i Corsi di Studio triennale e magistrale in Geologia dell'Università d'Annunzio investono importanti risorse nell’attività di terreno e offrono ogni anno escursioni in aree chiave dove gli affioramenti illustrano al meglio i diversi aspetti trattati nei corsi. Le escursioni, incardinate nell'ambito di diversi corsi, possono avere durata giornaliera e svolgersi in aree limitrofe alla sede dell’Università, o avere durata maggiore e svolgersi in diverse aree del territorio nazionale o all’estero.

Alcune immagini di questa attività si trovano qui.

Vademecum per lo studente:

  • Sicurezza
  • Equipaggiamento
Castel di Sangro-Scontrone field camp – structural and applied geomorphology
Castel di Sangro-Scontrone field camp

Pubblicazione sulla rivista scientifica internazionale Journal of Maps (2016) realizzata dagli studenti del Corso di Laurea Magistrale nell’ambito dei corsi di Geomorfologia strutturale e di Geomorfologia Applicata sotto la supervisione dei Proff. E. Miccadei e T. Piacentini e Dott.ssa I. Schipani.

Attività Formativa di Campo di GEOLOGIA II
Gruppo GeoII
Luogo: Monti Sibillini (Appennino Settentrionale)
Durata: 3 giorni
 
DescrizioneLe attività di Campo di Geologia II sono finalizzate ad introdurre lo studente al riconoscimento e all'analisi sul terreno delle macrostrutture geologiche caratteristiche di differenti contesti tettonici (tettonica compressiva, distensiva e trascorrente) trattati dal punto di vista teorico nell'ambito del Corso di Geologia II. L'area dove si svolgono le attività di terreno rappresenta uno dei principali fronti montuosi dell'Appennino Centrale (Monti Sibillini); questa viene considerata una tra le più importanti mete geologiche per scopi educativi e di ricerca, anche in ambito internazionale, per l'ottima esposizione/facile accessibilità degli affioramenti, la spettacolarità delle strutture osservabili sul terreno e la coesistenza di diverse tipologie di elementi strutturali osservabili a differenti scala.
 
Obiettivi e metodi
L’obiettivo dell’escursione è quello di rilevare e analizzare dalla macro- alla microscala le strutture tettoniche presenti nell'area. In particolare, attraverso l'osservazione panoramica vengono individuati i macro-elementi presenti nell'area di studio (sovrascorrimenti, pieghe, faglie normali, paleoscarpate, ecc..). Successivamente gli studenti suddivisi in gruppi analizzano in dettaglio le meso e micro-strutture affioranti attraverso un rilevamento puntuale con misurazioni sul terreno.
Attraverso l’integrazione delle nozioni apprese durante il corso di lezioni teoriche di Geologia II, le informazioni di carattere geologico-strutturale regionale dell'area fornite prima dell'escursione, dei dati raccolti sul terreno, in seguito opportunamente diagrammati ed elaborati, ogni singolo studente proporrà una ricostruzione dell'evoluzione tettono-stratigrafica  dell'area analizzata.
 
   
Risultati di apprendimento
Il lavoro di terreno, sia di gruppo che individuale, permetterà di sviluppare:
a) i metodi per il riconoscimento, la descrizione  e l’analisi di strutture geologiche complesse fragili e duttili, alla scala dell’affioramento  ed il loro inquadramento nel contesto geologico e tettonico regionale;
b) la visione 3D delle strutture geologiche e dei corpi rocciosi e la loro rappresentazione in 2D (Carta geologica);
c) le relazioni tra l’assetto geologico-tecnico-strutturale  e la morfologia del terreno; 
d) la collaborazione e la discussione tra colleghi, sviluppando il senso critico ed iniziando a distinguere tra osservazioni e supposizioni, testando sul campo le varie ipotesi;
e) le strategie logistiche per la risoluzione dei problemi geologici e cartografici attraverso la scelta di percorsi idonei ed in sicurezza;
f) le tecniche ed i criteri per redigere una relazione geologica contenente la cartografia eseguita (carta geologica e strutturale, sezioni geologiche, legenda ecc) e la relazione illustrativa (con gli schemi eseguiti sul terreno, proiezioni stereografiche, risultati e conclusioni).
 
Agenda
1° giornata
Partenza 22 Parcheggio Università Chieti ore 7.30
- Arrivo Valle del Fiastrone 9-9.30: illustrazione delle caratteristiche geologiche e strutturali dell’area.
Ore 19.30 rientro in Albergo a Sarnano: suddivisione camere, Cena ore 20.30; 21.30-22.30 post-dinner meeting: programmazione lavori e individuazione su carta delle aree su cui dovrete lavorare nella 2°-3° giornata.
Oltre all’abbigliamento adeguato per il lavoro sul campo (protezione in caso di pioggia o freddo improvviso, cappello e creme protettive per il sole, medicinali di uso abituale e di emergenza, cellulare) sono necessari: martello, bussola, lente (10x o 20x), quaderno di campagna, fogli di carta millimetrata, reticolo per le proiezioni stereografiche, fogli di carta lucida da disegno formato A4, matita, penne, pennarello indelebile, pastelli, 1 o 2 righelli, metro, goniometro, macchina fotografica. Chi ne dispone: binocolo, altimetro, GPS. (Occorre disporre il materiale che servirà durante il giorno nello zaino, la valigia rimarrà nell’autobus o verrà portata in albergo. Ricordare di portare da casa pranzo al sacco + acqua). 
2°-3° giornata
Rilevamento geologico-strutturale individuale/piccoli gruppi lungo le aree di Sassotetto – Fargno - Valle del Fiastrone. Rientro a Chieti per le ore 20-21. 
 
 
STRATIGRAFIA SEQUENZIALE IN SISTEMI CARBONATICI
Luogo: Monte Parnaso, Ellenidi esterne, Grecia centrale
Durata 12 giorni, incluso il viaggio di andata e ritorno.
 
Obiettivi
L’obiettivo principale dell’escursione è di applicare le tecniche della stratigrafia sequenziale per l’analisi di bacino in contesti carbonatici. Lo scopo è di acquisire familiarità con le procedure utilizzate per la definizione del quadro stratigrafico e tettonico di una regione.
Con questo scopo, il sistema carbonatico di piattaforma-bacino del Cretacico del Monte Parnaso (Ellenidi esterne, Grecia centrale) viene utilizzato per illustrare e discutere gli elementi chiave necessari per la suddivisione di un bacino sedimentario in sequenze deposizionali.
 
Metodo
I partecipanti sono suddivisi in gruppi, ad ognuno dei quali viene affidato il rilevamento di un’area in cui sono esposti i caratteri peculiari di successioni rappresentative di un ambiente deposizionale (es. piattaforma, margine e scarpata-bacino). Attraverso il rilevamento geologico, l’analisi di facies e l’analisi stratigrafica, i partecipanti devono definire i principali caratteri della successione affiorante e individuare gli eventi che caratterizzano il record sedimentario.
Attraverso l’integrazione del lavoro svolto dai vari gruppi, e sulla base del materiale e delle informazioni fornite durante il corso, i partecipanti dovranno costruire un quadro cronostratigrafico basato sulla correlazione laterale tra i diversi ambienti, definire l’evoluzione sedimentaria del bacino analizzato e indagare la relazione tra l’evoluzione sedimentaria e i principali eventi regionali e globali.

 

 
GEOLOGIA DEL TERREMOTO (Docente: Prof. Paolo Boncio): attività di terreno n° 1
M. Vettore, versante meridionale. Osservazione e misurazione di effetti cosismici  (fagliazione cosismica di superficie)

 

Luogo: Monte Vettore, Umbria-Marche, Italia centrale 
Durata: attività giornaliera 
 
Descrizione/presentazione
Escursione guidata lungo le evidenze di fagliazione cosismica di superficie della sequenza sismica dell’agosto-ottobre 2016 (magnitudo massima 6.5). 
- Inquadramento sismotettonico del sistema di faglie attive di M. Bove - M. Vettore nel contesto della tettonica attiva dell’Appennino e della sequenza sismica del 2016; 
- Osservazioni di dettaglio sul sistema di M. Vettore con particolare attenzione alle evidenze morfologiche e strutturali; individuazione di scarpate di faglia oloceniche; 
- Osservazioni dirette dei fenomeni di fagliazione cosismica di superficie.  
 
Obiettivi e metodi 
- Imparare a riconoscere gli elementi geologici di superficie che caratterizzano le faglie attive (es. scarpate di faglia) mediante osservazione diretta; 
- Imparare a riconoscere i caratteri fondamentali dei fenomeni cosismici primari (fagliazione di superficie) mediante osservazione diretta; 
- Imparare i metodi di rilevamento delle deformazioni cosismiche. 
 
Risultati di apprendimento
Acquisizione di esperienza pratica sulla parte di programma dedicata agli effetti cosismici dei terremoti.  
GEOLOGIA DEL TERREMOTO (Docente: Prof. Paolo Boncio): attività di terreno n° 2a
Bacino del Fucino, faglia di S. Benedetto dei Marsi – Venere responsabile del terremoto  del 1915. Misurazione della scarpata di faglia con differenti tecniche.
Luogo: Bacino del Fucino, Abruzzo, Italia centrale. 
Durata: attività giornaliera 
 
Descrizione/presentazione
Escursione guidata lungo le evidenze geologiche del terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915 (M 7.0) e misurazione di scarpate di faglia (evento singolo e eventi multipli). 
- Inquadramento geologico e sismotettonico del terremoto del 1915; 
- Riconoscimento e misurazione della scarpata cosismica formatasi durante il 1915; 
- Riconoscimento e misurazione della scarpata di faglia risultante dalla sommatoria di numerosi eventi di fagliazione simili a quello del 1915.  
 
Obiettivi e metodi 
- Apprendere tecniche speditive per la misurazione di scarpate di faglia; 
- Misurare una scarpata di evento singolo per la definizione dello “slip per event”; 
- Misurare una scarpata di eventi multipli per la definizione dello “slip rate” di lungo termine; 
- I dati raccolti verranno poi elaborati con successive esercitazioni pratiche in aula informatica. 
 
Risultati di apprendimento
Acquisizione di esperienza pratica sulla parte di programma dedicata ai principali parametri che caratterizzano una faglia attiva (magnitudo massima attesa, dislocazione cosismica di superficie, slip rate, tempo di ritorno medio, ecc.).
GEOLOGIA DEL TERREMOTO (Docente: Prof. Paolo Boncio): attività di terreno n° 2b
Bacino del Fucino, faglia di S. Benedetto dei Marsi – Venere responsabile del terremoto  del 1915. Analisi paleosismologica su trincea.
Luogo: Bacino del Fucino, Abruzzo, Italia centrale. 
Durata: attività giornaliera 
 
Descrizione/presentazione 
Analisi paleosismologica in trincea della faglia responsabile del terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915 (M 7.0). 
- Ripulitura di una trincea in località Venere dei Marsi; 
- “Gridding”, “logging” e interpretazione della trincea; 
 
Obiettivi e metodi 
- Apprendere le tecniche di base di analisi pleosismologica; 
- Riconoscere gli elementi stratigrafici e strutturali che indicano paleo-terremoti (colluvial wedge, orizzonte evento, …). 
 
Risultati di apprendimento
Acquisizione di esperienza pratica sulla parte di programma dedicata alle tecniche di analisi geologica dei terremoti (analisi paleosismologica).  
GEOLOGIA DEL TERREMOTO (Docente: Prof. Paolo Boncio): attività di terreno n° 3
Bacino del Fucino, Avezzano. Esecuzione di misura di rumore sismico ambientale con  stazione singola.
Luogo: Bacino del Fucino, Abruzzo, Italia centrale. 
Durata: attività giornaliera 
 
Descrizione/presentazione
Acquisizione ed analisi di rumore sismico ambientale per studi di Microzonazione sismica di Livello 1. 
- Acquisizione di rumore sismico ambientale con tecniche a stazione singola per analisi HVSR (Horizontal to Vertical noise Spectral Ratio) su bedrock e su coperture “soffici”; 
- Analisi preliminare in campagna. 
 
Obiettivi e metod
- Apprendere l’uso della tecnica HVSR mediante acquisizione diretta sul terreno dei dati di rumore ambientale con stazione singola; 
- I dati raccolti saranno poi elaborati con successive esercitazioni pratiche in aula informatica mediante software freeware (www.geopsy.org). 
 
Risultati di apprendimento
Acquisizione di esperienza pratica sulla parte di programma dedicata alla pericolosità sismica locale e microzonazione sismica.  
Escursione in Marocco
Escursione in Marocco

Corso di Bacini e Successioni Sedimentarie, Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie Geologiche, Prof. G.G. Ori.